Il sottoscritto Vercelli Claudio non si assume nessuna responsabilità su
eventuali conseguenze derivanti dall'applicazione erronea delle manovre sotto esposte, non
si può diventare, infatti, un soccorritore solo leggendo qualche articolo o qualche riga
di un libro ma si deve frequantare almeno un corso di primo soccorso e soprattutto fare
pratica su casi simulati.
Le seguenti informazioni possono essere utili per sapere cosa fare e soprattutto
cosa non fare mentre si attende l'arrivo dei soccorsi
specializzati.
Diamo di seguito alcune indicazioni su cosa fare nel caso capitasse un'emergenza di
tipo sanitario.
Vengono esposte alcune semplici manovre che se ben attuate possono facilitare il soccorso
ad un infortunato se non adirittura salvargli la vita.
Gli argomenti che tratteremo sono:
La respirazione costituisce il meccanismo di entrata e di uscita dell'aria dal corpo. Nelle condizioni normali l'individuo adulto respira 12-15 volte al minuto. Per vedere se una persona respira o non respira si applicano le seguenti semplici manovre:
Cause dell'asfissia (arresto del respiro)
Segni evidenti di asfissia nell'infortunato
Cosa fare: respirazione artificiale
Per una corretta respirazione artificiale ricordarsi di:
Come fare: a) respirazione artificiale metodo bocca-bocca
Come fare: b) respirazione artificiale metodo bocca-naso
Dopo l'iperestensione del capo il soccorritore prende in bocca tutto il naso dell'infortunato; con una mano preme sulla fronte mentre con l'altra spinge il mento chiudendo la bocca.
Battito cardiaco Quando il cuore batte, si contrae e
spinge una certa quantità di sangue nelle arterie. Sentire il battito cardiaco (meglio
definito polso), è possibile ovunque un'arteria scorra vicino alla superficie della
pelle, come ad esempio sul collo (polso carotideo) oppure sul polso del braccio (polso
radiale). Il cuore batte 60-80 volte al minuto.
Rilevamento del polso carotideo: si posizionano le tre dita lunghe della mano
sotto l'angolo della mandibola facendole scivolare sul collo tra il muscolo e la trachea.
Usate questo metodo per sapere se una persona è o non è in arresto cardiaco.
Arresto cardiaco È l'improvvisa cessazione dell'attività del cuore
(manca il battito cardiaco); può essere provocato da diverse cause (folgorazione,
infarto, asfissia ed altre). Di qui la necessità di un corretto soccorso per ristabilire
tempestivamente il battito cardiaco.
Segni evidenti di arresto cardiaco
Cosa fare: massaggio cardiaco esterno (M.C.E.) e respirazione artificiale
Dove farlo:E' importantissimo stabilire esattamente il punto del torace su cui
effettuare il M.C.E. Si può agire così:
Come farlo da soli:
Come farlo in due:
un soccorritore si occuperà del M.C.E. e l'altro della respirazione artificiale.
Eseguite tutte le manovre viste nel caso precedente; il ritmo da tenere sarà di 1
insufflazione ogni 5 massaggi in 5 secondi.
In entrambi questi casi si deve interrompere la rianimazione ogni 2 minuti circa per
verificare se è ricomparso il polso carotideo.
Potremmo semplicemente definire come coscienza la consapevolezza
che ciascun individuo ha della propria esistenza e delle cose che lo circondano. Lo stato
di coscienza è valutato in base alla risposta che un soggetto fornisce ad appositi
stimoli che possono essere verbali, tattili, dolorosi, etc.
Un individuo verrà giudicato in stato di incoscieza ogni qualvolta perde tale capacità.
Pertanto riconoscere un tale quadro clinico è abbastanza semplice: il soggetto cade a
terra, spesso è pallido e sudato, con gli occhi chiusi. Non presenta nessuna reazione ai
richiami che gli vengono istintivamente rivolti dalle persone che gli stanno intorno (come
ad esempio chiamarlo e scuoterlo).
Stadi della perdita di coscienza Lipotimia:
Costituisce lo stadio premonitore della perdita di coscienza vera e
propria. L'infortunato accusa senso di malessere, nausea, vertigini, il volto e le mani
appaiono pallidi e sudati. Le cause possono essere ricercate in una diminuzione
dell'irrorazione e/o ossigenazione del cervello dovuta prevalentemente ad un abbassamento
della pressione sanguigna, dipendenti da prolungata stazione eretta, esposizione a
temperature elevate (caldo estivo), permanenza in luoghi chiusi ed affollati, stadi di
debilitazione fisica o forti emozioni.
La risoluzione del quadro clinico è generalmente spontanea in quanto l'individuo
"sentendosi male" tende a sdraiarsi o ad uscire a prendere una boccata d'aria.
Sincope:
è la perdita di coscienza completa ed improvvisa: il soggetto cade
a terra senza segni premonitori (il cosidetto "svenimento"). Spesso le cause
vanno ricercate nel perdurare nel tempo dell'episodio lipotimico. Di fronte a tale
episodio è molto importante valutare la presenza del respiro e del polso in quanto, se
assenti, hanno significato di accidenti cerebrali o cardiaci (ictus cerebrale, infarto
cardiaco, arresto cardio-circolatorio, etc.).
L'intervento di primo soccorso sarà quindi diverso: in caso di svenimento è sufficiente
mettere in posizione supina (ventre in su) e sollevare le gambe dell'infortunato di 45
gradi circa (posizione antishock) in modo da favorire l'irrorazione sanguigna cerebrale.
In genere vi è una rapida ripresa dello stato di coscienza; bisogna far mantenere per
qualche minuto la posizione sdraiata all'infortunato fino a completa risoluzione dei
sintomi.
Nel caso vi sia arresto cardiaco, una volta fatti avvisare i soccorsi, ci si dovrà
accingere ad eseguire la rianimazione cardio-polmonare (respirazione bocca-bocca e
massaggio cardiaco).
Coma:
è una perdita di coscienza che si protrae nel tempo. Le cause più
comuni di insorgenza sono: traumi cranici, emorragia cerebrale, gravi intossicazioni,
infezioni generalizzate, etc.
Rischi della perdita di coscienza
L'individuo in stato di incoscienza che non viene soccorso
immediatamente rischia la morte soprattutto per soffocamento.
Cosa NON fare in caso di perdita di coscienza
Non bisogna MAI somministrare bevande di qualsiasi genere ed in particolare alcolici; non si deve per nessun motivo tentare di sollevare o mettere in posizione seduta l'infortunato. Ma forse la cosa più importante è che in nessun caso si deve abbandonare una persona in stato di incoscienza.
L'emorragia è una fuoriuscita del sangue dai vasi sanguigni, la
cui gravità dipende dalla quantità di sangue che viene perso e dalla sua rapidità di
uscita. Le emorragie più pericolose sono quelle derivanti dalla lesione di una vena o di
una arteria. Una grave emorragia, soprattutto se arteriosa, costituisce una urgenza
assoluta, e solo un intervento immediato del primo soccorritore può salvare la vita
dell'infortunato. Nei casi più gravi la situazione può diventare irreparabile nel giro
di pochi minuti. Nessuna esitazione è quindi giustificata davanti ad un infortunato con
grave emorragia, non va neppure perso tempo per chiamare i soccorsi qualificati prima di
aver tamponato l'emorragia.
Secondo statistiche, oltre il 95% delle emorragie pericolose può essere risolto con una
semplice misura:
La fasciatura compressiva
Questa pratica si esegue sulla ferita, sul punto di sanguinamento.
Prendere una benda, ma va anche bene qualsiasi materiale largo (ad esempio cravatte,
sciarpe, cinture, etc.), passarla una volta sulla ferita poi sovrapporre sul punto di
sanguinamento un tampone, consistente ma non rigido (tipo un'altra garza ripiegata, un
pacchetto di fazzoletti di carta, etc.), continuare la fasciatura, tenendo la benda ben
tesa, in modo che il tampone venga ad esercitare una compressione sulla zona di emorragia;
tirare finché il sangue non esce più. Se il sanguinamento dovesse continuare, la
fasciatura compressiva non va sciolta, ma continuata sovrapponendo un nuovo tampone.
Le più importanti emorragie arteriose, quelle al collo, all'inguine o alla coscia, non
possono essere bloccate da una compressione sul punto di sanguinamento. In questo caso la
compressione verrà effettuata lontano dal punto di sanguinamento, utilizzando le proprie
mani come tenaglie per schiacciare l'arteria contro un piano osseo. Questa manovra si
chiama compressione digitale a distanza.
Questi punti possono essere ricercati su noi stessi, a scopo di addestramento, in quanto
vi è possibile rilevare la pulsazione dell'arteria sottostante. Alcuni punti di
compressione sono i seguenti:
La compressione digitale a distanza va mantenuta fino all'arrivo
del personale specializzato.
Il laccio emostatico
Discorso a parte va fatto per l'uso del laccio emostatico.
Quest'ultimo determina il totale e prolungato arresto della circolazione sanguigna
dell'arto al quale esso viene applicato. Però le controindicazioni che comporta sono
molto importanti e devono essere sempre tenute in considerazione. Il laccio infatti
comporta la totale assenza di irrorazione sanguigna ai tessuti sottostanti ad esso con
conseguente accumulo di scorie e sostanze tossiche che se entrano in circolo possono
comportare gravissimi rischi per l'infortunanto. La mancata irrorazione comporta anche la
necrosi (morte) dei tessuti in quanto non vengono alimentati dalle sostanze nutritive.
Inoltre vi è il grave rischio dello scatenarsi di un imponente stato di shock nel momento
in cui viene allentato il laccio.
Quindi da queste ragioni si capisce che l'uso del laccio deve essere sempre ben meditato,
non deve mai essere preso con leggerezza, ma soprattutto lo si deve usare come
"ultimo ed estremo rimedio" e solo ed esclusivamente se tutte le altre manovre
descritte precedentemente falliscono.
I tre casi principali in cui è consentito l'uso del laccio emostatico sono i seguenti:
Nei primi due casi il laccio va posto immediatamente e senza esitazioni in quanto non vi è nessun pericolo di perdita dell'arto, essendo questo già perso.
Come porre il laccio emostatico:
il laccio va posto solamente a quelle porzioni di arto che includono un osso
singolo (ad esempio nel braccio a livello dell'omero e nella coscia a livello del femore)
in quanto dove sono presenti due ossa l'arteria può scorrere tra di esse. Esso va posto
sempre alla radice dell'arto stesso; come laccio si possono usare vari materiali, come ad
esempio cinture, cravatte, stracci arrotolati, etc. ma non si devono mai usare materiali
taglienti (spaghi, fili, stringhe, etc.).
Una volta messo non va mai tolto (viene tolto solo all'interno del pronto soccorso) in
quanto si può verificare un'emorragia molto più intensa di prima senza contare il grave
rischio di shock sia per l'emorragia che per l'entrata in circolo delle sostanze tossiche.
Se l'infortunato non giunge in ospedale entro 15 minuti il laccio va comunque allentato
per cercare di evitare la morte dei tessuti non irrorati. Nel fare questo l'infortunato
deve essere messo in posizione antishock e gli si devono mantenere sotto continuo
controllo i parametri vitali (polso e respiro). Il laccio si deve allentare di poco e
molto lentamente: se l'emorragia riprende intensamente si deve stringere nuovamente il
laccio come prima, senza nessuna esitazione. Se l'emorragia riprende ma in modo molto
scarso si tiene il laccio allentato per 3-4 minuti al massimo e poi lo si ristringe. Se
invece l'emorragia non riprende si può lasciare il laccio allentato ma non va mai tolto.
Attenzione: un diffuso quanto sbagliato luogo comune recita che in caso di morso di vipera
(molto diffusa in Italia) si deve porre un laccio emostatico sull'arto in cui vi è il
morso. Niente di più sbagliato, sarebbe un gravissimo quanto imperdonabile errore. Il
rimedio più efficace è il posizionamento di una fasciatura compressiva 5-6 centimetri
sopra il punto in cui si trova il morso.
Riassumendo, in caso di gravi emorragie:
Per shock si intende un'alterazione drammatica del normale
funzionamento dell'apparato cardiovascolare. Nello shock si ha una caduta improvvisa della
pressione arteriosa (p.a.), con conseguente diminuzione dell'irrorazione di tutti gli
organi del nostro corpo, cosicché i tessuti cominciano a soffrire per carenza di
ossigeno.
Cause e tipi di shock
Sintomi dello shock
Primo soccorso: cosa fare
Attenzione: allo shockato non bisogna mai dare da bere, in particolare le sostanza
alcoliche.
È fondamentale la prevenzione dello stato di shock perché una volta
instaurato difficilmente si riesce a risolvere l'evento.
Per chi volesse approfondire gli argomenti presentati precedentemente consigliamo le seguenti letture: